KISS: 7 retroscena che non ti aspetti sulla band più teatrale del rock
Cinquant’anni di trucco, fuoco, sangue sintetico e stivali con la zeppa. I KISS sono una delle band più iconiche della storia del rock — e anche una delle più fraintese, chiacchierate e imprevedibili. Dietro il maquillage da demone e le fiammate sul palco si nasconde una storia fatta di scelte assurde, coincidenze improbabili e retroscena che nessuno si aspetterebbe. Eccone sette.
1. Il nome nacque da una band chiamata Lips
Prima di diventare i KISS, la band si chiamava Wicked Lester. E prima ancora Rainbow — nome abbandonato in fretta perché esisteva già un’altra band con quello stesso nome. Il salto definitivo verso “KISS” avvenne quasi per caso: il batterista Peter Criss, parlando del suo passato con Paul Stanley, gli raccontò delle formazioni precedenti in cui aveva militato. Una di queste si chiamava Lips, e ispirò immediatamente Paul Stanley a suggerire il nome KISS al resto del gruppo, che accettò. Da una band chiamata Lips a uno dei nomi più famosi del rock mondiale: il passo fu breve.
2. Il trucco nacque in una soffitta con 15 dollari di spesa
Non c’è stata una riunione creativa, né un art director chiamato appositamente. Il trucco dei KISS nacque in modo completamente spontaneo, in una soffitta di Manhattan. Gene Simmons ha raccontato: «Eravamo seduti nel nostro loft infestato dai topi, al 10 East 23rd Street. Dopo le prove, uno di noi disse: ‘Andiamo da Woolworth’s’. Abbiamo guardato verso l’area di Halloween e c’era il trucco da clown — il bianco, il rossetto nero. Paul Stanley ha preso del rossetto rosso. Abbiamo comprato quella roba e due specchi: 15 dollari in tutto.»
Nessuno disse ‘Ho un’idea, sediamoci, facciamolo’. Stava succedendo e basta. Si sono guardati allo specchio, si sono truccati: a Peter Criss piacevano i gatti, Simmons era affascinato dai film horror, Ace si considerava un astronauta. E così nacquero The Demon, The Catman, The Spaceman e The Starchild.
3. Ace Frehley si presentò all’audizione con una scarpa arancione e una rossa
Quando Gene Simmons e Paul Stanley cercavano un chitarrista solista nel 1973, stavano già per scegliere un certo Bob Kulick. Poi si presentò Ace Frehley: la leggenda narra che arrivò all’audizione con una scarpa arancione e una rossa. Incurante di tutto, attaccò la chitarra all’amplificatore e iniziò a suonare, attirando l’attenzione dei due fondatori, che gli fecero eseguire l’assolo di Deuce. Dimostrate le straordinarie capacità, lo inclusero nel gruppo. Stanley disse di averlo scelto non solo per la bravura, ma per la stravaganza — esattamente quello che stavano cercando.
4. Il logo fu disegnato da Ace — e in Germania è vietato
Il logo KISS, con le due “S” a forma di fulmini, fu disegnato dallo stesso Ace Frehley. Tale logo divenne in seguito oggetto di controversie soprattutto in Germania, in quanto le due “S” assomigliavano molto, se accostate, al simbolo delle SS naziste. Già dal primo grande tour internazionale del 1976, il gruppo fu costretto, in vista dei concerti tenuti in Germania, a modificare il logo per non contravvenire alle leggi tedesche, che vietano l’ostentazione pubblica di simboli del Terzo Reich. Il paradosso è evidente: il logo era stato disegnato con l’unico intento di scandalizzare, ma i due fondatori del gruppo — Simmons e Stanley — erano entrambi ebrei.
5. Ace Frehley si presentò ubriaco in divisa nazista davanti a Gene Simmons
Se il logo creò problemi diplomatici, il comportamento di Ace Frehley ne creò di personali. Durante il tour del 1977 in Giappone, Frehley — in stato di ubriachezza — si presentò in albergo con una divisa nazista e mostrando il saluto romano. Questo fece andare su tutte le furie Gene Simmons, il cui background familiare ebreo rendeva l’episodio particolarmente grave: la madre di Simmons era scampata all’Olocausto. Ripresosi dalla sbornia, Frehley chiese scusa a Simmons. Fu uno degli episodi che avvelenarono progressivamente i rapporti all’interno della band, fino alla rottura definitiva del 1982.
6. Paul Stanley era nato sordo da un orecchio — e lo sapevano in pochi
Dietro la maschera dello Starchild si nascondeva una storia personale che Stanley ha raccontato solo molti anni dopo. Stanley era nato con una malformazione all’orecchio destro, sordo. Un bullo lo chiamava “Stanley, il mostro con un orecchio solo”. Stanley lottò contro la depressione: a 15 anni trovò da solo uno psichiatra che lo aiutò ad andare avanti. Solo all’inizio degli anni ’80 si sottopose a un intervento di chirurgia: i dottori gli ricostruirono l’orecchio con il tessuto preso dalla cassa toracica. Il frontman di una delle band più spettacolari della storia del rock era cresciuto praticamente privo dell’udito da un lato.
7. Alla Rock and Roll Hall of Fame ci arrivarono con 15 anni di ritardo
Con oltre 150 milioni di copie vendute nel mondo e trenta dischi d’oro negli Stati Uniti, i KISS erano tra le band più ignorate dalla Rock and Roll Hall of Fame — fino al 2014. I Kiss entrarono nella Rock and Roll Hall of Fame con 15 anni di ritardo rispetto a quando avrebbero meritato di farlo. La cerimonia fu tutt’altro che serena: Criss e Frehley minacciarono di boicottarla, Simmons e Stanley avevano detto pubblicamente che i due ex membri «non meritavano più di indossare quel trucco». Alla fine presenziarono tutti e quattro — ma senza suonare dal vivo insieme. Nemmeno la Hall of Fame riuscì a riportare la pace.
“Con il dovuto rispetto: tutte le band ‘credibili’ possono baciarmi il culo.” — Gene Simmons, sulla Rock and Roll Hall of Fame
Conclusione
I KISS sono stati molto più di una band rock: sono stati un’industria, un circo, un esperimento di marketing, una guerra familiare lunga cinquant’anni. Dietro il trucco c’erano quattro persone profondamente diverse tra loro, unite da un’intuizione geniale e divise da quasi tutto il resto. E forse è proprio questo il retroscena più interessante di tutti.
Qual è il retroscena che ti ha sorpreso di più? Scrivilo nei commenti.